Carrello
Carrello

I sentieri lungo il Tagliamento

Checché ne dicano molti turisti, il periodo migliore per me è la primavera. L’estate è magnifica certo, piena di luce e calore, di vita e bellezza, ma io adoro quel periodo dell’anno, quando i campi diventano di colpo verdi, quando i pioppi lungo il fiume lanciano i loro semi, che danzano nell’aria come neve e tutto torna a fiorire.

Una volta di qua non passava quasi nessuno, pochi abitanti del luogo in cerca di erbe selvatiche o qualche anima più romantica che si metteva a contemplare il fiume. D’altra parte qui ci sono solo piccoli paesi, poche case immerse in un mare di campagna. 

Siamo lontani dalle spiagge, dai bar, dalle pizzerie e dal rumore dell’estate. Eppure, col tempo sempre più persone hanno cominciato a passare di qua, solitari sportivi che hanno bisogno di spazi e silenzi, ma anche famiglie con i loro bei caschi colorati e il chiasso gioioso tipico dei bambini.

Chi viene qui apprezza la natura dolce e riposante, sentieri tracciati che portano lontano ma anche vicino, senza troppa fatica. Chi viene qui vuole staccare un attimo dalla spiaggia e godersi la bellezza semplice dei campi, degli argini e del fiume che scende giù dai monti lontani per sfociare qui vicino, accanto al faro.

Il fiume lo conosco bene. Se ne sta per conto suo, taciturno, ma generoso, regalandoci la sua freschezza. A volte però si infuria e trascina tronchi che si depositano come scheletri di animali antichi nell’ultimo tratto, prima di sfociare nel mare. 

Il Tagliamento è un fiume timido, che non ama parlare di sé, ma meriterebbe qualcosa di più, perché è uno degli ultimi fiumi selvaggi d’Europa. L’ho sentito dire un giorno ad un ragazzo che passava di qui in bicicletta mentre spiegava la strada ad una sua coetanea.

La primavera è il momento migliore per venire qui, quando la stagione al mare è appena iniziata. Il fresco della mattina e delle sera, il tepore e la luce dei giorni più lunghi dell’anno invitano a lasciare la spiaggia per un po’, giusto il tempo di qualche ora. In fondo basta prendere una bicicletta e dal mare seguire sentieri e strade ben tracciate. A ben cercarla, l’ombra non manca, tra gli alberi e qualche apertura che improvvisa conduce al fiume.

E poi, tra i campi pedalando senza fretta, sgranchendo le gambe e lasciando spaziare la vista, potrai notare tanti piccoli puntini rossi. Lì in mezzo ci sono io, un fiore di papavero che dondola nel vento, nell’aria salmastra che ti ricorda sempre il mare vicino, appena dietro l’ansa del fiume.