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Griglia
Piazzale Zenith rappresenta il cuore pulsante di Bibione, è infatti una delle zone più importanti e frequentate. La piazza è molto ampia, Affacciata sul mare, ospita diversi eventi che ogni anno attirano numerosi visitatori. È raggiungibile percorrendo fino in fondo la via di accesso principale della città: Corso del Sole.
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Spiaggia, natura, salute e…benessere! Se per te la vacanza non è solo abbronzatura e movimento ma anche un’opportunità di dedicarti del tempo e prenderti cura di te in maniera differente rispetto al solito, le terme di Bibione fanno al caso tuo!
È un centro termale che sorge fronte mare in un’ambiente in cui la pineta crea una cornice naturale suggestiva, qui potrai scegliere fra numerosi trattamenti di bellezza e cure termali, alcune di queste convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale dato il riconoscimento da parte del Ministero della Sanità, delle proprietà terapeutiche dell’acqua termale che sgorga a 52° C da una profondità di 500 metri.
Nelle persone che ti accoglieranno troverai professionalità e qualificazione di altro livello, organizzazione e cura nel creare per te un ambiente confortevole e rilassante.
Tipologie di cure e trattamenti
- Ambulatori e diagnostica (Chirurgia vascolare, Cardiologia, Otorinolaringoiatria, Pneumologia, Dermatologia, Dietologia, Fisiatria, Ortopedia, Idrologia, Medicina estetica).
- cure per le vasculopatie croniche
- Le inalazioni, le insufflazioni endotimpaniche e le ventilazioni polmonari
- la fangoterapia
- balneoterapia
- servizi di diagnostica e trattamenti di fisioterapia e riabilitazione kinesiterapia, idrokinesiterapia,
Nel corpo centrale dello stabilimento sono raggruppati i reparti curativi. A questi si aggiunge l’edificio fronte mare con le piscine termali coperte e all’aperto, la nuova area wellness, con saune, bagni turchi (Saune finlandesi e Saune più leggere, Biosauna alle erbe, Bagno alle erbe, Bagno ipersalino, Bagno turco, Polarium, Docce emozionali e Cabina salina).
La spa
Luogo di eccellenza nel panorama italiano del benessere, si differenzia per le linee di cosmetici per l’estetica, 152 prodotti che normalmente non si trovano in commercio.
Per scoprire le linee delle specialità dei prodotti spa visita il sito: https://www.bibioneterme.it/catalogo-shop-c14062.html
Per i bambini
che soffrono di patologie dovute a disturbi allergici o respiratori, il reparto pediatrico dispone di medici specializzati e tecnologie avanzate, in un ambiente pensato e arredato per rendere più confortevole le visite ai piccoli pazienti.
proposte vacanza benessere
Aperte tutto l’anno, le terme di Bibione si legano a strutture ricettive dedicate chiamate Thermae Hotels e realizzano diversi tipi di iniziative come la Thermae Card lettini e idromassaggi e le attrezzature gioco presenti presso piscine interne ed esterne, sono servizi  che permettono di coniugare la cura con una vacanza gradevole e divertente anche per eventuali accompagnatori.
Orari
Bibione Thermae
Via delle Colonie 3 - 30028 BIBIONE (VENEZIA)
Telefono 0431 44 11 11 - Fax 0431 44 11 99
e-mail: info@bibioneterme.it
Per informazioni su orari di apertura consulta il sito web: www.bibioneterme.it




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I Molini
I caratteristici Molini di Sant’Andrea (denominati in questo modo poiché situati nell’omonima contrada) sono un patrimonio antico di Portogruaro, che ne risalta lo scorcio del Centro Storico. Già nel 1186 si legge in una bolla papale: “Portum de Gruario cum molendinis”, citando per l’appunto gli antichi Molini.
Inizialmente utilizzato per la macinatura, oggi i Molini sono stati convertiti a Galleria d’Arte. Negli spazi interni, infatti, vengono organizzati vernissage e serate culturali di pregio.

Pescheria
Il piccolo oratorio in legno, dedicato alla Madonna, risale alla prima metà del '600, quando cominciò a diffondersi la devozione per l'immagine della Madonna del Carmine che si trova all'interno. Il 15 agosto vi si celebra la messa al mattino e alla sera si tiene una festa molto sentita dai portogruaresi, con l'arrivo di barche dalla vicina Concordia.

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IL SERVIZIO E' MOMENTANEAMENTE SOSPESO

Percorso:  
Bibione Pineda - pontile di Porto Baseleghe / Vallevecchia - pontile nei pressi del Museo Ambientale Vallevecchia / Caorle - pontile in località Isola dei Pescatori sul fiume Riello/Saetta.

Nell’attracco di Vallevecchia la Regione con Veneto Agricoltura ha realizzato un pontile ad uso pubblico, destinato alla navigazione interna lungo la Litoranea Veneta nei pressi del MaV (Museo ambientale) all’interno dell’oasi naturalistica di Valle Vecchia per la valorizzazione del territorio ed in particolare delle valenze rurali, culturali, artistiche ed architettoniche del Veneto orientale con l’obiettivo di incentivare la fruizione di percorsi integrati tra i centri storici, il territorio rurale e i siti di interesse naturalistico.
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Questo Parco Zoo totalmente immerso nella natura comprende un giardino botanico di 10 ettari, ospita circa 1000 animali appartenenti a 150 specie diverse e si propone di proteggere fauna e flora in via d’estinzione. Rappresenta quindi un’opportunità per conoscere animali e vegetali provenienti da tutto il mondo, piante esotiche, fiori, mammiferi, uccelli e rettili appartenenti a più di 200 specie.
Tra le missioni del parco, oltre alla trasmissione del sapere riguardo alle specie presenti, c’è anche quella della sensibilizzazione dei visitatori su temi d’attualità che riguardano l’ambiente attraverso workshop ed escursioni guidate.
Per i bambini si moltiplicano le opportunità di rimanere a contatto con la natura nel periodo di vacanza, il parco possiede infatti un centro il centro estivo a cui si lega anche il blog ‘Estate allo Zoo’. I più piccoli potranno vedere i cuccioli muovere i primi passi, acquisiranno familiarità con le caratteristiche delle diverse specie animali, respireranno i profumi di piante e fiori, sarà un modo differente di imparare e divertirsi al tempo stesso
La struttura protegge animali in via d’estinzione
Il Parco Zoo Punta Verde è una delle migliori strutture a livello europeo, membro dell’EAZA - Associazione Europea Zoo e Acquari - che fa parte dell’IUCN - Unione Internazionale per la Conservazione della Natura - garantisce la qualità dell’habitat e la corretta alimentazione degli animali, fattori indispensabili per l’adattamento e la riproduzione delle specie. Il Parco partecipa, inoltre, all’EEP - European Endangered Programme - una struttura che unisce gli zoo d’Europa per proteggere le specie a rischio di estinzione.
Dove & Come
Parco Zoo Punta Verde
Via Scerbanenco 19/1
33054 Lignano Riviera (UD)
Tel. +39 0431 42 87 75
e-mail: info@parcozoopuntaverde.it
Per orari, costi e maggiori informazioni visita il sito
www.parcozoopuntaverde.it
I Servizi
bar e ristorante
sportello Bancomat
servizio custodia cani gratuito
toilettes, servizi per disabili e fasciatoi per neonati
noleggio passeggini, sedie a rotelle e carrettini trasporto
aree pic-nic attrezzate
parcheggio
cassetta della posta
parco giochi
Come arrivare al Parco Zoo Punta Verde
In automobile prendere l’autostrada A4 Venezia – Trieste uscita di Latisana e percorrere la 354 per Lignano (18 km circa). Alla rotonda di Lignano svoltare a destra in direzione di Lignano Riviera e seguire le indicazioni per il “Parco Zoo Punta Verde” (2,5 km).
In treno scendere alla stazione ferroviaria di Latisana e prendere il pullman diretto a Lignano, da dove parte l’autobus urbano per il Parco Zoo Punta Verde.


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Stai già progettando una vacanza con il tuo cane? Bibione è la località che fa per te! All’estremità est troverai infatti una spiaggia dedicata totalmente a chi come te viaggia con il proprio amico a quattro zampe!
I servizi presenti:
- Troverai 250 ombrelloni, con sdraio, lettini, uno spazio destinato ai cani persino maggiore rispetto a quanto consigliato dalle direttive ENPA.
- Le postazioni saranno attrezzate con ferma guinzaglio, ciotole, sacchetti igienici e doccette.
- Ci sarà la possibilità di partecipare a corsi ed eventi di educazione cinofila e agility dog. 
- Zona gioco recintata
- Convenzioni speciali con i veterinari in zona
- Punto shop dedicato alla vendita di prodotti per cani
- Il gelato Ice bau, una golosità per il tuo cane!
Altre informazioni utili:
- Qui nella Spiaggia di Pluto ci prendiamo cura degli spazi con una pulizia costante, la sabbia viene pulita e sanificata con detergenti a uso veterinario e macchinari dedicati. Troverai ad accoglierti persone gentili, preparate, amanti degli animali come te!
- Per l’accesso alla spiaggia sono richiesti ai proprietari dei cani il microchip, il libretto delle vaccinazioni in regola e antirabbica.
- Potrai accedere alla spiaggia da Via Procione
- Ti aspettiamo con il tuo cane da maggio a settembre!
- Contatti: +39 371 3931 992/ sito: www.laspiaggiadipluto.com
Consultando il sito potrai trovare il regolamento e l’elenco completo degli hotel e degli appartamenti di Bibione, in cui è permesso portare animali.


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Antica pieve concordiese, qualificata recentemente come duomo, viene profondamente rifatta nel tardo Quattrocento. Originariamente ad aula unica, nel Seicento le vengono addossate due navate. L’interno contiene ancora molte parti e suppellettili in legno.

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È un edificio inserito nel complesso di Villa Dalla Pasqua, e assieme al Mulino di Belfiore costituisce una specie di corte chiusa posta alla destra del fiume Loncon. La Castellina, di recente restauro, ha pianta poligonale ed è caratterizzata da una cornice in mattoni di sotto gronda in stile medievale.
Qui vengono organizzati eventi culturali e ricreativi

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Questo ossario si trova all'interno del cimitero di San Michele al Tagliamento ed è composto da 10 file di tozze lapidi di cemento seminterrate, recanti un fregio cruciforme sulla parte superiore. Subito sotto, scritti su una piastrina metallica (posta nel 1984 a coprire l'incisione dell'epoca, ormai illeggibile) si possono scorgere il nome, il cognome di ognuno dei 483 soldati sepolti: ci sono cognomi tipicamente austro- tedeschi, altri di inconfondibile origine slava e balcanica, altri di provenienza italiana, oppure i lunghi e contorti cognomi ungheresi, e quelli di chiara origine latina dei rumeni; e la data di morte (in qualche caso anche quella di nascita: il soldato più anziano ivi sepolto risulta essere del 1863, il più giovane dell'anno 1900).

Centralmente si trova un monumento marmoreo a forma di croce "patente" con la scritta "Im Tode Vereint" (affratellati nella morte) circondato da due piccoli cipressi, inaugurato nel 1984 quando il piccolo ossario fu restaurato, con la collaborazione della Croce Nera d'Austria, un'associazione austriaca fondata nel 1919 che collabora con il Ministero della Difesa austriaco avente lo scopo di commemorare i militari caduti nei conflitti mondiali ed a lato, esternamente al perimetro, un cippo a forma di tronco di cono con iscrizioni in italiano e tedesco.
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Nell’area cittadina si rinviene un ponte romano e sulla sinistra del fiume Lemene riemerge un sepolcreto del IV, V secolo d.C. detto Sepolcreto dei militi.
Dal 1983 vengono portati alla luce resti delle Terme e, sul piazzale antistante la Cattedrale, emergono resti di abitazioni con canalette di scarico e pavimenti, nonché un tratto del Decumanus Maximus, strada portante del sistema viario cittadino.
In via dei Pozzi Romani (laterale di via S.Pietro) sono stati scoperti due pozzi del periodo imperiale.
L'area archeologica di via dei Pozzi Romani conserva i resti di due delle tre domus romane qui rinvenute nel corso di scavi archeologici.

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L’edificazione avviene nel 1592, e risponde al volere di monsignor Matteo Sanudi, marchese di Cordovado, che accoglie la richiesta di una donna, e più in generale della comunità del posto, la quale è protagonista di un evento straordinario e miracoloso: l’apparizione della Madonna, che chiede l’edificazione di una chiesa a essa dedicata.
Il Santuario è completato nel 1602 e consacrato il primo maggio dell’anno successivo. La fama delle grazie e dei miracoli si estende oltre i confini del Veneto, estendendosi sino all’Austria, da cui arrivano in pellegrinaggio decine di fedeli.
Sull’altare maggiore viene sistemata un’immagine della Madonna di Andrea Bortolotti detto il Brunello.









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Qui si espongono materiali e si ricostruiscono ambienti rurali del Novecento. Si dà testimonianza della vita contadina concordiese, da sempre una comunità vicina alle coltivazioni e alla pesca, dato lo stretto rapporto con il fiume che percorre la città, il Lemene.
Vi sono dunque attrezzi, fotografie e modellini della vita “agra” del tempo, testimonianza viva di ciò che eravamo.


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Tra pesci e microrganismi compaiono le tegnùe, affioramenti rocciosi con morfologie e dimensioni diverse, molto frequenti nella costa tra Bibione e Caorle. 

La parola dialettale tegnùe significa “tenute-trattenute”, sono elementi naturali oggetto di studi recenti e vengono considerate “isole” di biodiversità.

Da qualche anno si pensa alla possibilità di creare un parco marino in corrispondenza della tegnùa più significativa di Bibione, per realizzare un’area protetta e attivare un processo di ripopolamento di pesci, crostacei, meduse, spugne e tutto ciò che è tipico di questo tratto di mare. Il Parco, un progetto finanziato dalla Regione Veneto, coinvolge pubblico, privato, alcune associazioni sportive e mira a inglobare un’area di circa 50 ettari con una profondità che varia dai dodici ai diciotto metri. 

In questo modo sarà tutelato un ecosistema marino delicato e si consentirà ai visitatori di assumere un punto di vista differente sul paesaggio marino.
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Gli allestimenti si trovano all’interno della Villa Comunale, il bell’edificio del XVI secolo opera del Bergamasco. Inaugurato nel 1976, inizialmente il museo “Michele Gortani” si compone di dieci vetrine. Oggi le vetrine sono venticinque ed ospitano circa 1500 reperti. Si va dal Paleolitico inferiore fino alla comparsa dell’uomo.

I reperti provengono per la gran parte dal Veneto e dalle terre friulane e carniche.



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È allestito presso la Torre di Sant’Agnese, una tra le strutture più antiche della Portogruaro medievale, nel Centro Storico di Portogruaro. Inaugurato nel 1999, il Museo della Città consente di ricostruire la storia cittadina a partire dal XII secolo fino al Novecento, mettendo in luce e approfondendo attraverso i reperti ivi catalogati i vari aspetti della vita quotidiana pubblica, privata, civile e religiosa della città.
Il patrimonio storico e artistico conservato al suo interno proviene dal Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro.
L’allestimento museale, articolato secondo un percorso cronologico, consente di ricostruire la storia cittadina a partire dal XII secolo fino al Novecento mettendo in luce e approfondendo attraverso i preziosi reperti i vari aspetti della vita quotidiana pubblica, privata, civile e religiosa della città. Spade, pugnali, utensili in bronzo e ferro e sigilli vescovili costituiscono il nucleo di oggetti più antichi e testimoniano scontri sanguinosi tra fazioni, mestieri quotidiani e la presenza dell’autorità del vescovo di Concordia, figura significativa nei primi secoli della storia della città.
I sigilli e le commissioni ducali ricordano la vocazione mercantile di una città sviluppatasi dalla metà del X secolo sulle sponde del fiume Lemene e l’importanza strategica di Portogruaro per la Serenissima. Numerosi stemmi lapidei di nobili famiglie portogruaresi, spesso di provenienza veneziana, richiamano alla mente le maestose dimore gotiche e rinascimentali che ancor oggi si specchiano sulle acque del fiume. Statue, patere, iscrizioni lapidee attestano l’esistenza di edifici perduti nel corso dei secoli quali la chiesa di S. Lazzaro, il convento di San Francesco e il cimitero ebraico. Le ceramiche, tra le quali si distinguono brocche e vasi prodotti dalle celebri manifatture Cozzi di Venezia e Antonio Bon di Bassano, e raffinati vetri rievocano lo splendore e le mode del Settecento.
Numerose opere a stampa del XIX e XX secolo citano importanti figure del mondo letterario, culturale e politico portogruarese; una stampa con il ritratto di Quintino Sella, che lo ricorda come membro dell’Accademia dei Lincei nel 1877, ci riporta agli anni dell’annessione del nostro territorio al Regno d’Italia, dopo le lotte risorgimentali: Quintino Sella, ministro delle finanze, fu infatti il primo ad assumere come Regio Commissario l’incarico di amministrare la città di Portogruaro ed il relativo Distretto dopo l’Unità.
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Viene fondata nel 730-735. Nell’899 gli ungari la saccheggiano ma l’Abbazia Santa Maria risorge e nel X secolo viene fortificata. Nel 967 l’imperatore Ottone I dona l’abbazia a Rodoaldo, Patriarca di Aquileia.
Dal 1441 al 1786 l’abbazia diventa commenda e nel 1818 la giurisdizione religiosa torna alla diocesi di Concordia e, infine, l’abbazia viene ristabilita nel 1921.
Una prima cinta muraria è realizzata a partire dal X secolo, dopo le devastazioni operate dagli ungari. La facciata è dominata da un affresco rappresentante un leone di San Marco, risalente alla fine del Quattrocento; sotto a questo vi è un bassorilievo con lo stemma del cardinale Grimani e a sinistra si trova l’affresco dov’è ripetuto lo stemma Grimani e a destra vi è l’affresco di uno stemma con croce, di cui si ignora il proprietario.
Oltre la torre d’ingresso si accede all’ampio cortile, recentemente pavimentato, sul quale si affacciano tutti gli edifici principali del complesso abbaziale. Qui è posto il campanile, costruito in mattoni. 


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La Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, presso i Molini di Sant'Andrea a Portogruaro, ha origini nell’immediato dopoguerra. Qui, negli anni, hanno esposto artisti di fama internazionale quali De Pisis, Carena, Guttuso, Saetti, Guidi, Afro, Vedova, Springolo.

https://www.comune.portogruaro.ve.it/it/page/galleria-ai-mulini


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La ricchezza e la particolarità dell’ambiente naturale sono i tratti distintivi di una località di mare come Bibione. Tutto grazie alla natura si eleva: la qualità dell’aria che respiri, la bellezza del territorio che attraversi e delle esperienze possibili.
Di cosa si costituisce questo prezioso valore aggiunto?
Un corpo di elementi, fra loro diversi, in perfetta armonia, che insieme vanno a formare il paesaggio lagunare.
Puntellata di isolette, attraversata da canali che si restringono e poi si aprono diventando specchi d’acqua, la laguna si estende per…km intorno a Bibione offrendo a chi guarda degli scorci stupendi sulla fauna autoctona della laguna, fra canneti, pontili, dune di sabbia. 
I casoni
Mentre ti avventuri lungo i sentieri che costeggiano i canali, o durante una gita in barca sulla laguna potrai riconoscere le caratteristiche dimore dei pescatori fatte di canne e legno, il segno di un trascorso passaggio di chi pescava e costruiva argini e porticcioli, una presenza rispettosa e in armonia con il territorio che ritroviamo anche nelle valli da pesca dove tutt’oggi si alleva il pesce, anch’esse parte di questo affascinante microcosmo chiamato laguna. Anche nelle valli troviamo grandi specchi d’acqua, e qui sono separate dal resto del paesaggio lagunare grazie a recinzioni che contribuiscono a mantenerne intatti gli equilibri interni.
Una curiosità di questo territorio? Sono tre tipi di acque differenti a bagnare pinete e leccete: l’acqua del Tagliamento che scende dalle alpi, l’acqua del mare e quella lagunare.



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L’antica chiesa di Fossalta, fondata intorno all’anno 1000, viene demolita nel 1893. La nuova chiesa è progettata nel 1892 dall’ingegner Federico Berchet, al quale subentra successivamente l’architetto Domenico Rupolo, che porta a termine i lavori.
Il “domo de Fossalta” trova compimento nel 1896. Rimangono ancora molti lavori da terminare e negli anni i due grandi altari marmorei della Beata Vergine della Cintura e di San Biagio e l’altare trovano collocazione nei transetti laterali.
Con la realizzazione del nuovo altare maggiore, disegnato dallo stesso Rupolo, si completa il coro con i catino absidale, esattamente sopra al canale Lugugnana, e si costruiscono le due sacrestie laterali.


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Il complesso conventuale dei Domenicani arriva in mani private nel XIX secolo, acquistato a lotti da famiglie che ne perpetuano il nome: Palazzo Marzin, Palazzo Mainardi, Palazzo Cecchini.
Interessanti sono gli affreschi ottocenteschi che ornano gli interni di Palazzo Cecchini, con episodi che spaziano da scene allegoriche e patriottiche, a grottesche e paesaggi dal sapore pompeiano e neogotico.

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