E se il Faro condividesse la sua visuale?

È un privilegio osservare la vita dall’alto, lasciar vagare lo sguardo fino ai monti, scorgendo nei giorni più tersi le famose Dolomiti, o ammirando i rilievi del Carso e la costa dell’Istria quando un temporale pulisce l’aria e Bibione pare diventare più grande, un’isola incastonata tra le Alpi e l’Oriente.

Devo ringraziare chi mi portato qui, mattone dopo mattone, perché è un bel luogo dove vivere il mondo. Mi circonda una vasta pineta, mi abbraccia la foce di un fiume rustico e sincero, mi incanta il mare, orizzonte ipnotico, grazie alle onde che si susseguono come una musica senza fine.

In tanti mi vengono a trovare. Il mio consiglio è di farlo il mattino presto e ancora meglio in primavera o alla fine dell’estate, quando il silenzio degli uomini lascia spazio alla brezza del mare, al rapido passaggio di una famiglia di caprioli, alle barche lontane che navigano lente.

La sottile spiaggia davanti a me è il mio giardino, impreziosito da scogli e bagnato dalle onde. Non è il solito arenile ricco di ombrelloni e servizi, è spoglio, essenziale, come lo sono io. È uno spazio per solitari che cercano l’alba spuntare da dietro i monti lontani, eppure così vicini. È un palcoscenico naturale per chi cerca una vacanza diversa, più intima, ma anche per artisti che possono esibirsi sotto il mio sguardo.

Io sono casa per gli animi romantici, ma sono anche il teatro dove possono suonare i musicisti o recitare gli attori. Non c’è limite alla creatività che può nascere quando c’è il mare che ti suggerisce le parole.

E per chi ama correre, a piedi o in bicicletta, sono meta ben visibile all’orizzonte. Per chi vuole esplorare Bibione, oltre la solita spiaggia, in me trova una base da cui partire, per andare lungo il fiume e vagare nelle verdi campagne che mi circondano.

Questo fiume, il Tagliamento che scende dalle antiche montagne della Carnia al confine con l’Austria, ora si è aperto, non è più confine, ma una porta da attraversare, grazie ad un comodo traghetto.

Hanno fatto di me il simbolo di Bibione. Cosa volete che vi dica? Io sono qui da tempo, quando illuminavo le notti buie e indicavo la via di casa ai pescatori. La Grande Guerra mi ha colpito ma sono risorto. Sono una storia che si trasforma, che rinasce e che accoglie tutti.

Sono qui che calmo aspetto, in ogni stagione, magari per chiedere la mano di chi ami, con il sottofondo di una sinfonia speciale, suonata dalle onde del mare.