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Musei e territorio

L’entroterra di Bibione è costituito da un insieme di realtà collegate fra loro che consentono di vivere un’esperienza di vacanza completa, in cui spiaggia e mare sono i primi di una lunga serie di interessi.

Costa ed entroterra si muovono in sinergia per offrire ai visitatori nuove esperienze ed opportunità. Cosa troverai in questo territorio? Piccoli centri storici, musei, siti archeologici, ambienti naturali, un sistema di imprese agricole in cui potrai degustare i prodotti tipici di queste zone.

Ciò che ancor più valorizza il territorio è la scelta della fruizione lenta, è così che la città e suoi dintorni non vengono percepiti come separati ma piuttosto come un unicum.

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Griglia
L’origine della Chiesa parrocchiale di San Vitale è quattrocentesca ma viene ricostruita nel XVII secolo e ristrutturata nel 1946. Nel restauro del 1763 è aggiunta una cuspide ottagonale, sormontata da pinnacolo.
All’interno è conservato un monumentale altar maggiore, a struttura architravata con soffitto a cassettoni, timpano e nicchie laterali, opera del lapicida Rinaldo da Portogruaro.
Nel paliotto sono rappresentati a bassorilievo Cristo e due angeli in movimento simmetrico. Nell’altare in origine vi è la pala di San Vitale, con ogni probabilità copia sostituita all’originale.
La Torre Campanaria è del ‘500, sorta molto probabilmente su una precedente torre castrense.
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L’attuale cattedrale è a tutti gli effetti l’ultima di una serie di cattedrali che sono state edificate nel tempo a Concordia Sagittaria.
La prima risale alla fine del IV secolo ed è distrutta dall’invasione unna del 452. La successiva cattedrale è sommersa da una piena del fiume Lemene a metà del VI secolo. Altre cattedrali sorgono nell’XI e XIV secolo.
L’attuale costruzione risale al 1466, voluta dal vescovo Antonio Feletto. La chiesa è ultimata nel XIX secolo, con la costruzione del coro. All’inizio del Novecento, durante l'episcopato di monsignor Francesco Isola, è costruita l’attuale facciata ed aggiunta la cappella dei Martiri, con la cripta dove si conservano le loro reliquie.
L'esterno della chiesa presenta un paramento murario con mattoni a vista. Al centro della facciata, a salienti, si apre il portale, sormontato dal rosone circolare; in corrispondenza di ciascuna delle due navate laterali vi è una monofora a tutto sesto. Sul fianco della chiesa, sulla destra, vi sono il campanile del XII secolo, alto 28 metri, con due ordini di bifore su ciascuna facciata, e il battistero, a pianta a croce greca con cupoletta.



L'esterno dell'abside, in stile gotico, è decorato da quattro alte bifore. L'interno della cattedrale è a pianta a croce latina con tre navate separate da due file di archi a tutto sesto poggianti su pilastri quadrangolari con semicolonne. Nella cappella dei Martiri, ampliata all'inizio del XX secolo dal futuro cardinale Celso Benigno Luigi Costantini, vi è una pala di Alessandro Varotari detto il Padovanino.









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Le case padronali annonesi, tra queste la famosa Casa rurale Gianotto, sono decorate con affreschi posti negli spazi interni dei portici. La casa rurale Gianotto presenta affreschi del XVI secolo. Di rilievo anche Villa Polvaro, del XVII secolo, sita in località Spadacenta.

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La Chiesa di San Marco Evangelista è ubicata a Corbolone, frazione di San Stino di Livenza. Essa è uno scrigno ricco di preziosissime opere artistiche. La prima pietra è datata 29 maggio 1514 e prevede l’inglobamento dell’antica cappella dell’Annunciata, edificata dalla omonima confraternita già nel 1459.
La pianta della chiesa è a forma rettangolare absidata e sul lato sinistro si apre la cappella dell’Annunciata. La facciata è abbellita da un rosone e ai lati da due archetti ciechi le cui cornici si prolungano fino alla pavimentazione. Entrati in chiesa, si incontra un altare sopra il quale, tra due colonne nere, è posta la “Pietà”, realizzato nel 1585 dal veronese Benedetto Stefani.
Sull’altare maggiore è collocato il famoso dipinto “Pala del Tiziano”, raffigurante S. Marco in cattedra tra i SS. Sebastiano e Rocco. La cappella dell’Annunciata è affrescata da G. Antonio de Sacchis, detto il Pordenone.


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Inserimento su un basamento ottagonale, attiguo al Palazzo Municipale, sorge l’antico pozzetto delle gru, simbolo di Portogruaro. La vera da pozzo è opera di Giovanni Antonio Pilacorte, che la realizza nel 1494. Le due gru sono opera dello scultore portogruarese Valentino Turchetto, che le realizza nel 1928.
Le precedenti gru sono state asportate durante l’invasione austriaca del 1917 per farne cannoni.


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Esso è il primo santuario eretto in Italia in onore della Vergine Santissima, denominato “Madonna di Fatima”.
Nel 1947 iniziano i lavori sul terreno donato dal Conte Gaetano Marzotto, alla periferia della città di Portogruaro, lungo la strada statale Treviso-Portogruaro.
Il 13 settembre 1949 vengono tracciate le fondamenta della chiesa e del convento, due giorni dopo partono gli scavi.
La consacrazione del santuario viene compiuta dal Vescovo Vittorio De Zanche il 13 maggio 1954. Dal 1999, nel convento attiguo al santuario ha sede il Centro di Evangelizzazione dei Cappuccini del Veneto e Friuli Venezia Giulia.


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 L’edificazione avviene nel 1592, e risponde al volere di monsignor Matteo Sanudi, marchese di Cordovado, che accoglie la richiesta di una donna, e più in generale della comunità del posto, la quale è protagonista di un evento straordinario e miracoloso: l’apparizione della Madonna, che chiede l’edificazione di una chiesa a essa dedicata.
Il Santuario è completato nel 1602 e consacrato il primo maggio dell’anno successivo. La fama delle grazie e dei miracoli si estende oltre i confini del Veneto, estendendosi sino all’Austria, da cui arrivano in pellegrinaggio decine di fedeli.
Sull’altare maggiore viene sistemata un’immagine della Madonna di Andrea Bortolotti detto il Brunello.









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San Michele al Tagliamento è stato praticamente ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tra le varie ricostruzioni vi è anche quella della chiesetta di Santa Elisabetta dell’Agnolina, al cui interno si trovano due affreschi riconducibili al XVI secolo raffiguranti la Beata Vergine delle Grazie e l’Annunciazione con la Trinità.

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Per quel che concerne la storia romana e cristiana del territorio, e i reperti che ne testimoniano le tappe principali, il Museo Nazionale Concordiese è certamente il punto di riferimento dell’intero comprensorio concordiese e portogruarese.
Ciò detto, pochi anni fa è stato aperto anche un Museo Civico Archeologico in Concordia Sagittaria, nel quale sono raccolti pezzi di epoca romana, paleocristiana e romanica di recente scoperta.


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Gli allestimenti si trovano all’interno della Villa Comunale, il bell’edificio del XVI secolo opera del Bergamasco. Inaugurato nel 1976, inizialmente il museo “Michele Gortani” si compone di dieci vetrine. Oggi le vetrine sono venticinque ed ospitano circa 1500 reperti. Si va dal Paleolitico inferiore fino alla comparsa dell’uomo.

I reperti provengono per la gran parte dal Veneto e dalle terre friulane e carniche.



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Di notevole fattura e prestigio sono le innumerevoli Case dominicali presenti nel territorio sanstinese di origini o ispirazione veneziana.
Queste le più importanti:

    Villa Rubin, costruita nel Settecento dai Papadopoli, si presenta a pianta quadrata veneziana e su tre piani
    Villa Murador, con un elegante poggiolo in cui si aprono due mono sfere separata da una colonnina e con un salone centrale illuminato da bifore con archi a tutto sesto e poggioli in pietra viva
    Villa Migotto, dove tutte le finestre del piano nobile sono archivoltate e la cornice del terro è a modiglioni
    Villa Gubitta, risalente ai secoli XVI e XVII
    Villa Correr Agazzi, da poco ristrutturato e idoneo a ospitare eventi di varia natura
    Villa Piva, ubicata al centro di una estesa proprietà agricola.




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È allestito presso la Torre di Sant’Agnese, nel Centro Storico di Portogruaro. Inaugurato nel 1999, il Museo della Città consente di ricostruire la storia cittadina a partire dal XII secolo fino al Novecento, mettendo in luce e approfondendo attraverso i reperti ivi catalogati i vari aspetti della vita quotidiana pubblica, privata, civile e religiosa della città.
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Qui a Bibione sappiamo di cosa ha bisogno il tuo corpo e il tuo spirito, per questo ci prendiamo cura di entrambi! Ci tieni al tuo appuntamento domenicale anche in vacanza?
Questa pagina è pensata per te che cerchi informazioni sulle celebrazioni religiose, sia in italiano che in Tedesco, polacco slovacco.
La parrocchia:
Chiesa Parrocchiale:
- Parrocchia: S. Maria Assunta (Via Antares, 18)
Parroco: Vena don Andrea
Telefono: +39 0431 43178
Fax: +39 0431 43178
Celebrazioni estive: giorni feriali: ore 18.00 – Giovedì ore 8.00 / sabato: ore 18.00 / domenica ore 09.00 e ore 11.00.
Sito: www.parrocchia-bibione.org
Le cappelle estive:
- Chiesa di Santo Stefano (Via delle Colonie 3/A)
- Cappella Maria Regina della Pace (Centro Pastorale "Pasotto") (Via Capricorno ovest 18/A, Lido dei Pini)
- Cappella San Pietro (Via Puccini, 30020, Lido del Sole)
- Cappella di Sant'Antonio Via degli Asfodeli, Bibione Pineda
Per conoscere gli orari delle sante messe in maggior dettaglio e delle sante messe in lingua straniera collegarsi al sito www.parrocchia-bibione.org
Le cappelle estive:
- Bibione Pineda, Sant’Antonio (Via Baseleghe, 13)
Feriali: sante messe sospese
Sabato: ore 19.00
Domenica: ore 8.00 e ore 10.30
- Lido del Sole, S. Pietro (Via Vivaldi)
Festivi: ore 10.30
- Lido dei Pini, Regina della Pace ( Via Lira)
Feriali: sante messe sospese
Sabato ore 19.00
Domenica ore 9.00
- Bibione, "Santo Stefano” via delle Colonie
Le Sante Messe in lingua straniera saranno celebrate fino a settembre.
Sante messe da settembre
Tutte le sante messe presso le Cappelle estive vengono sospese (Lido del Sole, Bibione Pineda, Lido dei Pini)
In Parrocchia:
Feriali: ore 8.00 fino a settembre e ore 18.00
Sabato: ore 18.00
Domenica: ore 9.00, 11.00, 18.00 (fino a
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Il Duomo di Sant’Andrea nasce, di fatto, dalle ceneri di tre precedenti chiese: S.Francesco, S.Lazzaro e S.Giacomo. I lavori incominciano il 4 agosto 1793 e terminano solamente nel 1893. L’inaugurazione viene fatta nello stesso anno dal vescovo Carlo Fontanini, che consacra il maestoso tempio di stile neoclassico.
Il Duomo, a tre navate, misura 55,07 metri di lunghezza, 20,38 metri di larghezza al transetto, 23,40 metri di altezza fino alla cupola centrale, 19 metri fino al soffitto. Nel 1925 viene decorato dal pordenonese Tiburzio Donadon. Vi si trovano anche diverse altre pregevoli opere d’arte, quali la “Sacra Conversazione” e le “Storie di S.Andrea” di Pomponio Amalteo; la “Pala di S.Rocco”; la “Pala della Risurrezione” di Jacopo Negretti.
La “Pala di S.Tomaso” di Cima da Conegliano, originariamente inserita all’interno del Duomo, in un momento di ristrettezze viene venduta per 1800 sterline al British Museum. Il campanile, attualmente di 59 metri d’altezza, in origine conta 47 metri. Il rifacimento risale al 1879, anno in cui viene rifatta anche la cuspide.
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Gli scavi a Concordia iniziano nel secolo scorso. Nell’area cittadina si rinviene un ponte romano e sulla sinistra del fiume Lemene riemerge un sepolcreto del IV, V secolo D.C. detto Sepolcreto dei militi.
Dal 1983 vengono portati alla luce resti delle Terme e, sul piazzale antistante la Cattedrale, emergono resti di abitazioni con canalette di scarico e pavimenti, nonché un tratto del Decumanus Maximus, strada portante del sistema viario cittadino.
In via dei Pozzi Romani (laterale di via S.Pietro) sono stati scoperti due pozzi del periodo imperiale.


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Il municipio di Portogruaro viene eretto in due diversi periodi. La parte centrale viene edificata nel 1265.
Inizialmente si riuniscono i Portolani liberi e originari in assemblea generale, successivamente diventa la sede delle riunioni del Maggio Consiglio ci appartenevano quindici membri aristocratici di almeno 25 anni.
Gli stessi nominano il Podestà (concessione più unica che rara per un Comune, concessa dal Vescovo Tisone da Camino).
Nel 1371 il Palazzo viene incendiato e tra il 1372 e il 1380 viene eretta la nuova loggia con merlatura ghibellina.
Nel ‘500 vengono edificate le due ali laterali. Nel 1848 l’edificio viene in parte decorato in un “discutibile stile gotico” e nel 1887 il carcere viene spostato dal pianterreno alla nuova sede in via Seminario.


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Qui si espongono materiali e si ricostruiscono ambienti rurali del Novecento. Si dà testimonianza della vita contadina concordiese, da sempre una comunità vicina alle coltivazioni e alla pesca, dato lo stretto rapporto con il fiume che percorre la città, il Lemene.
Vi sono dunque attrezzi, fotografie e modellini della vita “agra” del tempo, testimonianza viva di ciò che eravamo.


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I Palazzi Signorili di Portogruaro incorniciano il Centro Storico, abbellendolo architettonicamente. Tra i principali ricordiamo qui Palazzo de Götzen, del XV secolo; Casa Longo, con importanti composizioni decorative; Palazzetto Fratto, in cui soggiorna anche Ippolito Nievo;
Palazzo Moro, caratterizzato da due eleganti trifore; Palazzo Muschietti, abbellito ancora oggi da un fregio esterno con frutta a livello del sottotetto.

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Il Castrum S. Stene ha una storia millenaria. È del 1186, infatti, la prima bolla papale in cui si cita il Castello di San Stino. Nel 1388 viene conquistato e incendiato dai Veneziani, i quali tuttavia nel corso degli anni lo fanno divenire una sontuosa dimora per le nobili famiglie veneziane.

In origine, con ogni probabilità, aveva delle torri oggi scomparse. Attualmente il Castello è di proprietà della famiglia Tonini.


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È una galleria continua, open space. Situata nei pressi dei Molini, è uno spazio fisico molto piccolo e intimo. Qui si innescano progetti e influenze continue, con installazioni e dipinti di natura varia. Gestita dall’Associazione Culturale Porto dei Benandanti.


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