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Musei e territorio

L’entroterra di Bibione è costituito da un insieme di realtà collegate fra loro che consentono di vivere un’esperienza di vacanza completa, in cui spiaggia e mare sono i primi di una lunga serie di interessi.

Costa ed entroterra si muovono in sinergia per offrire ai visitatori nuove esperienze ed opportunità. Cosa troverai in questo territorio? Piccoli centri storici, musei, siti archeologici, ambienti naturali, un sistema di imprese agricole in cui potrai degustare i prodotti tipici di queste zone.

Ciò che ancor più valorizza il territorio è la scelta della fruizione lenta, è così che la città e suoi dintorni non vengono percepiti come separati ma piuttosto come un unicum.

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Da sempre appassionato di memorabilia del territorio e non solo, Lino Grando possiede una collezione straordinaria di suppellettili, chincaglierie, oggettistica della vita quotidiana dei nostri avi.
Il museo privato di Giannino Fontanel è uno straordinario esempio di ricostruzione storica della Prima Guerra Mondiale. Al proprio interno vi sono migliaia di reperti, dalle uniformi alle stoviglie da campo. Un monumento alla nostra Storia.

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Viene costruita intorno alla metà del XII secolo, e anticamente si chiama porta del Bando e poi di S. Lazzaro, dall’omonimo ospizio per i lebbrosi che sorge fin dal 1203 nell’attuale via Zappetti. Viene ristrutturata nel 1555-56 dal podestà Girolamo Zorzi, come ricorda l’iscrizione sopra la porta.

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L’attuale cattedrale è a tutti gli effetti l’ultima di una serie di cattedrali che sono state edificate nel tempo a Concordia Sagittaria.
La prima risale alla fine del IV secolo ed è distrutta dall’invasione unna del 452. La successiva cattedrale è sommersa da una piena del fiume Lemene a metà del VI secolo. Altre cattedrali sorgono nell’XI e XIV secolo.
L’attuale costruzione risale al 1466, voluta dal vescovo Antonio Feletto. La chiesa è ultimata nel XIX secolo, con la costruzione del coro. All’inizio del Novecento, durante l'episcopato di monsignor Francesco Isola, è costruita l’attuale facciata ed aggiunta la cappella dei Martiri, con la cripta dove si conservano le loro reliquie.
L'esterno della chiesa presenta un paramento murario con mattoni a vista. Al centro della facciata, a salienti, si apre il portale, sormontato dal rosone circolare; in corrispondenza di ciascuna delle due navate laterali vi è una monofora a tutto sesto. Sul fianco della chiesa, sulla destra, vi sono il campanile del XII secolo, alto 28 metri, con due ordini di bifore su ciascuna facciata, e il battistero, a pianta a croce greca con cupoletta.



L'esterno dell'abside, in stile gotico, è decorato da quattro alte bifore. L'interno della cattedrale è a pianta a croce latina con tre navate separate da due file di archi a tutto sesto poggianti su pilastri quadrangolari con semicolonne. Nella cappella dei Martiri, ampliata all'inizio del XX secolo dal futuro cardinale Celso Benigno Luigi Costantini, vi è una pala di Alessandro Varotari detto il Padovanino.









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Nasce sulle vestigia di un castrum romano. I vescovi di Concordia lo governano tramite un guastaldo, carica questa attribuita alla famiglia dei Ridolfi, che ha il compito di risiedervi stabilmente, di custodirlo e di difenderlo.
Verso la metà del XVI secolo diviene proprietà dei conti d’Attimis, poi nel XVIII secolo la stessa passa alla famiglia dei conti Freschi di Cucanea.

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Una prima cinta muraria dell’Abbazia è realizzata a partire dal X secolo, dopo le devastazioni operate dagli ungari. La facciata è dominata da un affresco rappresentante un leone di San Marco, risalente alla fine del Quattrocento.

Sotto a questo vi è un bassorilievo con lo stemma del cardinale Grinami e a sinistra si trova l’affresco dov’è ripetuto lo stemma Grimani e a destra vi è l’affresco di uno stemma con croce, di cui si ignora il proprietario.

Oltre la torre d’ingresso si accede all’ampio cortile, recentemente pavimentato, sul quale si affacciano tutti gli edifici principali del complesso abbaziale. Qui è posto il campanile, costruito in mattoni.




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San Michele al Tagliamento è stato praticamente ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tra le varie ricostruzioni vi è anche quella della chiesetta di Santa Elisabetta dell’Agnolina, al cui interno si trovano due affreschi riconducibili al XVI secolo raffiguranti la Beata Vergine delle Grazie e l’Annunciazione con la Trinità.

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Edificata nel 1458, la Chiesa San Giovanni Battista si trova nella località di Settimo. Il terreno per la costruzione viene regalato da Giovanni Battista Banchiani di San Vito; Daniele di Toffolo dona invece alcune terre affinché costituiscano il Beneficio per il mantenimento del sacerdote risiedente.

All’interno della chiesa si sono “L’Adorazione dei Magi”, “Il Martirio di S. Sebastiano e S. Antonio Abate”, entrambi di Gian Francesco del Zotto detto da Tolmezzo; la “Madonna del Latte” dell’allievo del Pordenone, Calderari; “Storie del Battista” di Cristoforo Diana.

Di particolare pregio, sull’altare maggiore risalta la “Vergine con Bambino e santi Giovanni Battista e Marco”, opera di Alessandro Varotari detto il Padovanino.


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Viene fondata nel 730-735. Nell’899 gli ungari la saccheggiano ma l’Abbazia Santa Maria risorge e nel X secolo viene fortificata. Nel 967 l’imperatore Ottone I dona l’abbazia a Rodoaldo, Patriarca di Aquileia.
Dal 1441 al 1786 l’abbazia diventa commenda e nel 1818 la giurisdizione religiosa torna alla diocesi di Concordia e, infine, l’abbazia viene ristabilita nel 1921.
Una prima cinta muraria è realizzata a partire dal X secolo, dopo le devastazioni operate dagli ungari. La facciata è dominata da un affresco rappresentante un leone di San Marco, risalente alla fine del Quattrocento; sotto a questo vi è un bassorilievo con lo stemma del cardinale Grimani e a sinistra si trova l’affresco dov’è ripetuto lo stemma Grimani e a destra vi è l’affresco di uno stemma con croce, di cui si ignora il proprietario.
Oltre la torre d’ingresso si accede all’ampio cortile, recentemente pavimentato, sul quale si affacciano tutti gli edifici principali del complesso abbaziale. Qui è posto il campanile, costruito in mattoni. 


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Il Gruppo Industriale Zignago è fondato negli anni Trenta dal Conte Gaetano Marzotto, imprenditore che all’epoca guida il gruppo tessile di Valdagno (VI), avviato nell’Ottocento dal nonno Luigi.
Il Conte Marzotto acquista una tenuta di oltre mille ettari in località Villanova, frazione del comune di Fossalta di Portogruaro. Qui il nuovo polo agricolo dà un’enorme spinta al tessuto produttivo e locale fossaltese, gestendo le aziende su modello della città sociale di Valdagno, realizzando abitazioni ad uso dei dipendenti, l’asilo, l’albergo, il parco, due campi da tennis, il bocciodromo, la pista di pattinaggio, la caserma dei Carabinieri, l’ospedale e la scuola di filatura.
Ancora oggi la famiglia Marzotto è proprietaria delle Industrie Zignago Santa Margherita, che comprendono negli stabilimenti di Villanova una vetreria, un linificio e le cantine.

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Rimesso in piedi nel 2014 dopo anni di relativo abbandono, l’Arco del Fondaco “de’ Todeschi” rappresenta l’antica vocazione commerciale di Portogruaro e, più in generale, il ruolo fondamentale che la città aveva ai tempi della Serenissima.
L’edificio in origine è composto da tre navate suddivise da due cortili ed era ubicato in zona S. Giovanni. L’Arco del Fondaco è costruito in grossi blocchi di pietra d’Istria ed è sormontato da una trabeazione al cui centro campeggia un leone marciano. Nel 2014 è stato riportato agli antichi fasti e piazzato in Piazza Marinetti, in una delle entrate storiche della città.

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I caratteristici Molini di Sant’Andrea (denominato in questo modo poiché situati nell’omonima contrada) sono un patrimonio antico di Portogruaro, che ne risalta lo scorcio del Centro Storico. Già nel 1186 si legge in una bolla papale: “Portum de Gruario cum molendinis”, citando per l’appunto gli antichi Molini.
Inizialmente utilizzato per la macinatura, oggi i Molini sono stati convertiti a Galleria d’Arte. Negli spazi interni, infatti, vengono organizzati vernissage e serate culturali di pregio.

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Qui si espongono materiali e si ricostruiscono ambienti rurali del Novecento. Si dà testimonianza della vita contadina concordiese, da sempre una comunità vicina alle coltivazioni e alla pesca, dato lo stretto rapporto con il fiume che percorre la città, il Lemene.
Vi sono dunque attrezzi, fotografie e modellini della vita “agra” del tempo, testimonianza viva di ciò che eravamo.


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È progettata dall’architetto Balestra e rimane di proprietà della famiglia Mocenigo fino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, passando poi ai Mayer di Trieste, ai Sinigallia e ai Gandolfi.
Alla sinistra dell’ingresso s’innalza l’alta costruzione della pila per il riso, alimentata dalla forza motrice di una ruota posta su un canaletto artificiale ed ora in disuso.
Oggi il complesso è di proprietà dell’ATER, che lo ha restaurato radicalmente, adibendolo a residenza privata.

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Questo interessante museo si trova in località Belfiore, frazione del Comune di Pramaggiore. Lo stesso è ubicato nei pressi di Villa Dalla Pasqua, un complesso tra i più antichi, caratterizzato da una particolare configurazione planimetrica a corte chiusa di tipo difensivo.
All’interno del museo si possono osservare la sala macine, gli strumenti di lavoro e oggetti utili a diverse attività. Con il medesimo si è voluto ricostruire la storia agricola-economica del nostro territorio.

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 L’edificazione avviene nel 1592, e risponde al volere di monsignor Matteo Sanudi, marchese di Cordovado, che accoglie la richiesta di una donna, e più in generale della comunità del posto, la quale è protagonista di un evento straordinario e miracoloso: l’apparizione della Madonna, che chiede l’edificazione di una chiesa a essa dedicata.
Il Santuario è completato nel 1602 e consacrato il primo maggio dell’anno successivo. La fama delle grazie e dei miracoli si estende oltre i confini del Veneto, estendendosi sino all’Austria, da cui arrivano in pellegrinaggio decine di fedeli.
Sull’altare maggiore viene sistemata un’immagine della Madonna di Andrea Bortolotti detto il Brunello.









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L’antica chiesa di Fossalta, fondata intorno all’anno 1000, viene demolita nel 1893. La nuova chiesa è progettata nel 1892 dall’ingegner Federico Berchet, al quale subentra successivamente l’architetto Domenico Rupolo, che porta a termine i lavori.
Il “domo de Fossalta” trova compimento nel 1896. Rimangono ancora molti lavori da terminare e negli anni i due grandi altari marmorei della Beata Vergine della Cintura e di San Biagio e l’altare trovano collocazione nei transetti laterali.
Con la realizzazione del nuovo altare maggiore, disegnato dallo stesso Rupolo, si completa il coro con i catino absidale, esattamente sopra al canale Lugugnana, e si costruiscono le due sacrestie laterali.


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Qui a Bibione sappiamo di cosa ha bisogno il tuo corpo e il tuo spirito, per questo ci prendiamo cura di entrambi! Ci tieni al tuo appuntamento domenicale anche in vacanza?
Questa pagina è pensata per te che cerchi informazioni sulle celebrazioni religiose, sia in italiano che in Tedesco, polacco slovacco.
La parrocchia:
Chiesa Parrocchiale:
- Parrocchia: S. Maria Assunta (Via Antares, 18)
Parroco: Vena don Andrea
Telefono: +39 0431 43178
Fax: +39 0431 43178
Celebrazioni estive: giorni feriali: ore 18.00 – Giovedì ore 8.00 / sabato: ore 18.00 / domenica ore 09.00 e ore 11.00.
Sito: www.parrocchia-bibione.org
Le cappelle estive:
- Chiesa di Santo Stefano (Via delle Colonie 3/A)
- Cappella Maria Regina della Pace (Centro Pastorale "Pasotto") (Via Capricorno ovest 18/A, Lido dei Pini)
- Cappella San Pietro (Via Puccini, 30020, Lido del Sole)
- Cappella di Sant'Antonio Via degli Asfodeli, Bibione Pineda
Per conoscere gli orari delle sante messe in maggior dettaglio e delle sante messe in lingua straniera collegarsi al sito www.parrocchia-bibione.org
Le cappelle estive:
- Bibione Pineda, Sant’Antonio (Via Baseleghe, 13)
Feriali: sante messe sospese
Sabato: ore 19.00
Domenica: ore 8.00 e ore 10.30
- Lido del Sole, S. Pietro (Via Vivaldi)
Festivi: ore 10.30
- Lido dei Pini, Regina della Pace ( Via Lira)
Feriali: sante messe sospese
Sabato ore 19.00
Domenica ore 9.00
- Bibione, "Santo Stefano” via delle Colonie
Le Sante Messe in lingua straniera saranno celebrate fino a settembre.
Sante messe da settembre
Tutte le sante messe presso le Cappelle estive vengono sospese (Lido del Sole, Bibione Pineda, Lido dei Pini)
In Parrocchia:
Feriali: ore 8.00 fino a settembre e ore 18.00
Sabato: ore 18.00
Domenica: ore 9.00, 11.00, 18.00 (fino a
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La Basilica Apostolorum Maior, sotto l’attuale cattedrale, fa parte della complessa area archeologica di piazza Costantini. Essa viene eretta sopra i resti di magazzini con annessi abitativi del I secolo D.C. per accogliere e custodire reliquie di alcuni Santi cristiani.

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La costruzione di Porta S.Agnese risale al XII secolo. È di proprietà del Comune di Portogruaro. Vari restauri vengono effettuati nel corso della storia, a partire dal XVI secolo, quando il podestà Girolamo Zorzi provvede a far pavimentare dalla torre fino al palazzo vescovile.

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Il municipio di Portogruaro viene eretto in due diversi periodi. La parte centrale viene edificata nel 1265.
Inizialmente si riuniscono i Portolani liberi e originari in assemblea generale, successivamente diventa la sede delle riunioni del Maggio Consiglio ci appartenevano quindici membri aristocratici di almeno 25 anni.
Gli stessi nominano il Podestà (concessione più unica che rara per un Comune, concessa dal Vescovo Tisone da Camino).
Nel 1371 il Palazzo viene incendiato e tra il 1372 e il 1380 viene eretta la nuova loggia con merlatura ghibellina.
Nel ‘500 vengono edificate le due ali laterali. Nel 1848 l’edificio viene in parte decorato in un “discutibile stile gotico” e nel 1887 il carcere viene spostato dal pianterreno alla nuova sede in via Seminario.


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