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Il mare è la migliore cura

Italo Farnetani, professore ordinario di pediatria e ideatore, nel 2008, della ricerca per l’assegnazione delle bandiere verdi alle spiagge adatte ai bimbi, non ha dubbi su cosa dovrebbero fare i genitori non appena le restrizioni da Covid-19 lo permetteranno: portare i figli al mare.

Proprio le vacanze sulla spiaggia rappresenteranno l’elemento cardine della resilienza, la migliore cura contro lo stress accumulato in queste lunghe settimane, in particolare dai più piccoli.

Professor Farnetani, che cosa comporta per i bambini questa lunga permanenza in casa?

I bambini sono stati sottoposti a un enorme stress, in cui hanno visto improvvisamente cambiare le regole a cui erano abituati. L’aspetto più rilevante di tutto ciò è senza dubbio quello della mancanza di interazione sociale e del rischioso aumento della vita sedentaria a scapito dell’attività fisica e motoria col grave pericolo del sovrappeso e obesità.

Che ruolo riveste il mare in queste relazioni?

Il mare sarà la migliore cura possibile per riprendersi dallo stress psico-fisico dovuto al lockdown.

Anche in presenza di regole di distanza, il mare permetterà veri e propri bagni di linguaggio e stimolazioni sensoriali fondamentali, allenterà la tensione accumulata e contrasterà la sedentarietà. Per non parlare dei benefici dell’esposizione alla luce naturale.

Ma le nuove regole saranno limitanti

Sicuramente, ma ciò non vuol dire che la vacanza sarà inutile, anzi! Anche a uno o due metri di distanza, la spiaggia rimarrà animata, contribuendo a creare importanti stimoli di comunicazione, condivisione e linguaggio. I bambini sono sempre in grado di trovare una soluzione per divertirsi e imparare.

Le famiglie arriveranno comunque emotivamente e fisicamente provate alle vacanze

Il sacrificio richiesto è pienamente giustificato, ma anche molto stressante. La vacanza rappresenterà quindi l’elemento cardine della resilienza, un momento di gioia e serenità per alimentare il valore affettivo della famiglia. È un aspetto di cui teniamo conto anche nell’assegnazione delle Bandiere Verdi alle spiagge: premiamo i requisiti tecnici e i servizi che allentano la pressione sui genitori, perché quando loro stanno bene, anche i bambini sono felici. 

Senza attività motoria i bambini sono a rischio?

Tutti noi rischiamo. Detto questo, noi pediatri siamo da sempre impegnati nella lotta contro la sedentarietà infantile, il cui incremento può sfociare in diverse patologie, tra cui la perdita di tono muscolare. Ancora una volta il mare fa la differenza: invita al gioco e al movimento naturale all’aria aperta, baciati dai raggi del sole.

Sole come fonte di benessere quest’anno più che mai?

Esporsi ai raggi solari è l’unico modo per attivare la vitamina D, che ci permette di assorbire il calcio, fondamentale per lo sviluppo delle ossa. Se consideriamo che il picco di formazione della massa ossea viene raggiunto a 18 anni, è facile comprendere l’importanza di stare al sole da piccoli.

Inoltre, più pelle si scopre più vitamina D si potrà attivare, e fare una scorta che verrà usata quindi lasciamo che i bambini giochino col costumino in riva al mare, con i dovuti accorgimenti.

Le regole sono sempre le stesse?

Sfatiamo il mito degli orari giusti o sbagliati per prendere il sole. Teniamo i bambini al mare il più possibile e non priviamoli di questi preziosi momenti di divertimento. Sarà sufficiente applicare una crema solare specifica, meglio se acquistata in farmacia o parafarmacia, da applicare ogni tre ore (più spesso se il bambino suda molto o fa il bagno). Alterniamo poi i momenti al sole a quelli sotto l’ombrellone per abbassare la temperatura corporea, e facciamoli bere spesso per garantire la giusta idratazione.

Infine, lasciamo che i bambini si divertano. Anche in questa situazione sapranno trovare il modo per adattarsi e rispettare le regole.

Prof. Italo Farnetani

Pediatra e giornalista, collabora con “Corriere della Sera”, “OK Salute”, “Insieme”.

Professore Ordinario di Pediatria presso la Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche, Malta e professore a contratto di Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca

È autore di circa 4000 articoli, 300 pubblicazioni scientifiche, diciotto libri, di cui dodici pubblicati da Mondadori, alcuni tradotti in spagnolo e inglese

Ha svolto relazioni o la mansione di presidente, moderatore o discussant, in congressi e convegni nazionali e internazionali,in Italia o e all’estero.

La sua biografia è pubblicata anche nel volume  Who’s Who in the World che segnala i personaggi più autorevoli del mondo.