Metti una mattina d’agosto… di vedere uno stormo di aironi rosa librarsi nel cielo azzurro, mentre tutt’ intorno la natura rigogliosa profuma intensamente di menta di fosso e rucola selvatica. Bibione non finisce mai di stupire!

I percorsi tra il mare, la pineta e la laguna

A Bibione d’estate il tempo trascorre anche con un’altra dimensione, oltre a quella della spiaggia colorata e frizzante. E’ sufficiente inforcare la bicicletta e lasciarsi andare a lunghe pedalate sulla ciclabile fronte mare o inoltrarsi nei percorsi più selvaggi in mezzo al verde, a Lido del Sole o nella pineta del faro a Lido dei Pini, per scoprire un mondo nuovo, un ambiente naturale in perfetta salute.

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I percorsi belli sono molti, uno da non perdere si trova all’interno della Valgrande di Bibione. Questa escursione si può fare con degli accompagnatori esperti conoscitori del territorio, da aprile a ottobre, ed è bello ritornarci più volte durante l’anno perché i colori e i profumi cambiano seguendo l’incedere delle stagioni.

Una fauna e una flora da lasciare incantati

Così ecco che anche in agosto, quando un turista crede di trovare a Bibione soltanto spiaggia, sole, divertimento, colori e profumi intensi, Bibione si rivela ancora una volta sorprendente. Con il caldo torrido e il cielo terso di una qualsiasi mattina d’estate, a pochi chilometri dall’arenile brulicante, ci si trova di fronte a uno spettacolo inaspettato. La Valgrande è un angolo di paradiso, in cui è facile scorgere piccole anatre selvatiche, con il corpo marrone marchiato da striature iridescenti, anatre autoctone più grandi con il corpo bianco e la striatura marrone sull’ala, garzette, aironi cinerini.

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Con un po’ più di fortuna e il passo felpato senza andare in California, anche a Bibione si può ammirare l’alzata in volo di uno stormo di aironi rosa, le tartarughe di Hermann con l’inconfondibile carapace e l’incedere calmo, caprioli, daini e cavalli bradi, il fischione, uccello tipico di valle, e il falco di palude che volteggia imperiale nel cielo della valle.
La vegetazione tipica delle barene, con canneti di graminacee, si mescola alle conifere di alta montagna, ai lecci centenari, alle tamerici, ai pungitopo, ai rovi di more selvatiche.

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I tesori della Valgrande

Valgrande è un’area interna, protetta dal vento e dal mare, così nella sua duna gigantesca hanno attecchito i lecci. Oggi la duna fossile nel Motteron dei frati è alta ben 11 metri, una montagnola con un forte dislivello da cui si misura l’erosione di tutto l’arenile dell’alto Adriatico. Lasciati i resti della villa marittima romana alle spalle e proseguendo verso la cima in mezzo alla lecceta centenaria, si scorge un formicaio fossile alto più di due metri che è un termometro naturali, che indica condizioni ambientali perfette.
Infine, chiudendo gli occhi e respirando lentamente si avverte intenso il profumo fresco della menta e quello pungente della rucola selvatica.

Queste sono alcune delle cose sorprendenti che Bibione mette a disposizione dei suoi ospiti. Basta indossare indumenti leggeri, scarpe comode e fornirsi di una mountain bike e questo paradiso si aprirà dinnanzi agli occhi più curiosi.

Anna M. Romanin

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